Chi lo avrebbe mai detto che anche nei dintorni di una città come Palermo esistessero zone verdi così belle e, purtroppo, così poco valorizzate?! Scusate, questa è pura retorica: non è una novità che i palermitani e chi “tiene le redini” di questa città non sappiano far sbocciare e crescere sotto gli occhi di tutti le bellezze che Palermo ha da offrire ma spero sempre di sorprendermi in questo senso!
…eppure, che solo pochi Palermitani se ne accorgano, è probabilmente un bene per tutto ciò che è natura e che ancora riesce ad aver luogo seppur così vicino alla spietata “voglia di cemento” dell’uomo… così, invitato da una amica (anche se sarebbe meglio dire che me lo ha ordinato, vero Chiara?!) a trascorrere la mattina in quel del Pellegrino, mi sono ritrovato a condividere una nuova, bella, piccola avventura immersa nel verde. Condizioni fisiche a parte, dovute a palestra e circa 4 -leggasi quattro- ore di sonno in un paio di giorni, niente mi ha impedito di essere pronto a conoscere i dintorni della mia città fin da poco dopo le 8.00 del mattino. Raccolta la mia simpaticissima e tirannica
amica
, ci siamo ritrovati a p.zza Niscemi per dar vita ad una esplorazione da manuale, organizzata da Artemisia, insieme a un pugno di indomite nuove conoscenze ed un altro volto a me non nuovo. Attraverso la valle del Porco, ci siamo aiutati con i piedi e con le mani fra terra e pietre per affrontare 400 metri di dislivello ed ammirare ciò che anche la nostra terra sa offrirci: paesaggi di una bellezza strepitosa, natura incontaminata -o quasi!- e ampi spazi in cui respirare fanno sì che i nostri polmoni non la smettano di ringraziare! Devo ammettere che non avevo pensato proprio a portarmi dietro un veloce pranzo al sacco, quindi polmoni a posto ma stomaco che urlava
una volta trovatici a metà strada intorno a l’una del pomeriggio… ma comunque contento e soddisfatto! La nostra impresa è stata regolarmente scandita e agevolata da piccole pause in posizioni aventi rilievo storico, artistico o naturalistico di una certa importanza: la guida che ci ha aperto la strada a tutto questo, preparatissima da far quasi paura (!), ha avuto la pazienza di metterci al corrente persino delle origini del più piccolo fiore che abbiamo trovato ai nostri piedi. E’ bello incontrare gente che ama così tanto la natura e studiarla. Senza sapere da quale parte del Porco siamo usciti
, appena
terminata la pausa a metà strada, abbiamo imboccato il sentiero della Rufuliata, ormai rinvigoriti dalla distanza che ci ha separato per un’intera mattinata dallo smog cittadino, e abbiamo avviato il nostro cammino verso l’odiata civiltà. Ben 4 chilometri di sentieri, da percorrere con la stessa allegria che i 7 nani avevano andando “a lavorar”, che mi hanno davvero fatto ulteriormente piacere il promontorio della mia città. Prontissimo a ripetere questa bella escursione!







Ciao..congratulandomi con te per il bel “profilo” tracciato sull’escursione, volevo solo portarti a conoscenza del fatto che il percorso “gradonato” affrontato in salita è la valle del Porco…mentre la “Rufuliata” è stata affrontata in discesa….cio’, solo per avere una visione adeguatamente corretta della nostra esperienza di ieri. Giuseppe Geraci
Grazie per la precisazione! Correggerò l’articolo domani. È stato un vero piacere!
Ho corretto i miei “strafalcioni” -che giustifico sempre per quelle 4 ore di sonno di cui ho scritto- e ti ringrazio ancora per i complimenti e per avermelo fatto notare. Congratulazioni a voi per la vostra volontà di organizzare eventi tanto belli (e riuscirci!).
ti rinnovo il gradimento per il tuo racconto….ed auspico di incontrarci nuovamente sui “corridoi verdi” delle nostre montagne.
Giuseppe Geraci